Il progetto sulle Cantigas de Amigo
nasce nel 2007 ed è giunto a compimento nella primavera
del 2009, con la sua prima rappresentazione in teatro.
Queste straordinarie canzoni del medioevo galiziano sarebbero
rimaste dimenticate per sempre se, nel 1914, un bibliotecario
non avesse svolto casualmente un pezzo di pergamena che rivestiva
un manoscritto trecentesco di Cicerone, trovandovi al suo interno
un codice ancora più antico, in cui erano contenute le
sette brevi Cantigas de Amigo. Il testo attribuiva tali composizioni
a un certo Martim Codax, assai probabilmente un giullare
o comunque un musico di corte attivo nella zona di Vigo durante
il regno di Alfonso III di Portogallo (1245-1279).
Nel XIII secolo, la Galizia, mèta dei pellegrinaggi legati
al Santuario de Santiago de Compostela, era teatro di una fervidissima
attività letteraria, la quale si inscriveva a sua volta
in quell' imponente movimento trovadorico che stava lentamente
ridisegnando le mappe culturali europee. Dando finalmente voce
a una donna, Martim Codax evoca possenti emozioni con una straordinaria
tavolozza di colori e sfumature musicali.
Modulate in una serie di musicalissime ripetizioni caratterizzate
dalla presenza di ritornelli, detti refrão, queste
cantigas erano destinate ad essere cantate: il codice di Martim
Codax, caso unico nella lirica profana protoghese, è infatti
accompagnato dalle notazioni musicali per tutti brani, salvo
uno.
Ancora oggi, nei vari festival galiziani, non è difficile
udire le composizioni di Codax cantate dagli amanti di musica
antica eseguite sugli stessi strumenti un tempo usati dai giullari.
E il canto nazionale portoghese, il languido fado, conserva
questo ritmo delle onde e delle maree, il lamento di una donna
che guarda il mare e si chiede quando il suo amato tornerà
a casa.
Conformemente alla filosofia del gruppo stiamo lavorando su questo
progetto utilizzando sonorità ed arrangiamenti che, lungi
dalla filologia musicale, consentano di ricreare lo spirito più
profondo ed emozionale che deve aver guidato, a suo tempo, chi
ha trascritto queste splendide opere. |