Teofilo Folengo
Il BALDO PADANO
rilettura dell' edizione Paganini (Toscolano, 1521)
nella traduzione di Giuseppe Tonna
  
Gerolamo Folengo conosciuto anche come Teofilo Folengo, ma soprannominato pure Merlino Coccajo o Limerno Pitocco, (Mantova, 8 novembre 1491 - Bassano del Grappa, 9 dicembre 1544) è stato un poeta italiano, tra i principali esponenti della poesia maccheronica.
   
Figlio di un nobile ma decaduto notaio mantovano e ottavo di nove fratelli, Folengo nacque a Cipada (ora Cipata), una frazione di Mantova. All'età di sedici anni entrò nel monastero di Sant'Eufemia, vicino Brescia, e diciotto mesi dopo entrò a far parte dell'ordine benedettino.
Nel 1524 Folengo abbandonò la vita monastica per Girolama Dieda, una giovane donna di buona famiglia con la quale vagabondò in varie città italiane, spesso in condizioni di povertà, avendo come unica fonte di guadagno la sua abilità nel comporre versi. Divenuto precettore dei figli di Camillo Orsini, si stabilì a Venezia per qualche tempo. Al termine di questo periodo "scapestrato", Folengo chiese ed ottenne, nel 1530, di essere riammesso nell'ordine religioso.

La sua prima pubblicazione fu il pometto grottesco e maccheronico Merlini Cocaii Macaronicon, che narra le avventure di Baldus, un eroe fittizio. La ruvida buffoneria di questo lavoro è spesso risollevata da stralci di genuina poesia, come da descrizioni vivide ed acute critiche alla società ed alle abitudini. Il suo stile maccheronico è di difficile traduzione per l'uso frequente di parole e frasi dal dialetto mantovano e quello di parole non esattamente da galateo, cosa, per altro, tipica del poema maccheronico.
Dopo il Baldus, Il successivo lavoro di Folengo fu l'Orlandino, un poema in otto canti, scritto in ottave;La prima pubblicazione, del 1526, portava il nuovo pseudonimo di Limerno Pitocco da Mantova (Merlino l'accattone da Mantova).
Nello stesso anno, stanco della sua vita dissoluta, Folengo tornò all' obbedienza ecclesiastica ma proseguì a scrivere versi e prose anche di contenuto maccheronico.

Nessun mistero fa Rebelais nel dichiararsi ispirato dal Folengo. Peccato che l' autore italiano ebbe decisamente minor fortuna del suo collega francese.
          
Lo spettacolo prevede la lettura di alcuni esilaranti episodi del Baldus tratti dall' edizione curata da Teresa Tonna su traduzione del padre Giuseppe, insigne latinista di adozione bresciana, accompagnate da musiche popolari del tempo e comunque consone alla narrazione.