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Per chi ha letto l'elenco,
pur incompleto ed in costante aggiornamento, del nostro repertorio,
non è difficile pensare che, con una simlile disponibilità
di brani, sia facile poter costruire dei concerti dedicati a
temi specifici, nei quali alcuni argomenti vengono affrontati
proponendo una scaletta legata ad un fil rouge,
un tema conduttore che lega i brani tra di loro e spesso li integra
con testi.
In particolare:
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Di volpi ed altri animali
uomini
è un concerto che affronta il tema del rapporto uomo-animale.
Partendo da alcuni testi di Giuseppe Tonna (Uomini bestie prodigi,
La luma nella stalla, ecc) e da altre favole popolari tradizionali
della Lombardia ed, in genere, dell' arco alpino, abbiamo dato
vita ad uno spettacolo nel quale il protagonista e filo conduttore
è il rapporto, la sinergia, tra l'uomo e l'animale, nel
quale la Natura si esprime attraverso l'intelligenza e l'ingegnosità
umana per verti versi integrata e completata dalla
mite forza dell' animale e dal suo legame alla cultura del territorio.
Nel sottile intreccio tra spirito e materia, nel lento maturare
della modernità, animali, oggetti ed uomini appaiono su
di un ideale palcoscenico per narrare il continuo rinnovarsi,
ma anche il ciclico, ripetersi del dramma gioioso della vita.
Quattro stagioni, una
vita
è un concerto legato al ciclo stagionale delle campagne:
si parte dalla allegra fatica della vendemmia autunnale per attraversare
l' arco dell'anno ed il trascrorrere delle stagioni con le loro
diverse luci, sonorità e ritmi per tornare ciclicamente
all' autunno, seguendo quell' incredibile movimento immoto
che è il rincorrersi delle stagioni e, per estensione,
della vita stessa dell' uomo.
Narrar di incanto e meraviglia
La
scelta dei brani in repertorio provenienti da Italia, Francia,
Spagna, Inghilterra e Irlanda, spaziando dal XIV al XVIII secolo,
ci propone una testimonianza di religiosità e devozione
popolare legata alla Natività.
Tale tradizione intreccia sacralità e vita quotidiana,
non svilendo la prima, ma innalzando la seconda a possibile luogo
di incontro del Divino.
I testi sono ispirati, oltre che dalle Letture Canoniche, anche
dalla narrazione dei Vangeli apocrifi intergati da leggende popolari,
racconti favolistici, da fatti di vita comune.
Provenienti da un "corpus" di scritti di varie epoche,
i Vangeli Apocrifi costituiscono "una delle testimonianze
più vive del Cristianesimo primitivo. Qui i primi cristiani
riversarono il proprio ingenuo bisogno di conoscere tutto ciò
che i quattro Vangeli Canonici non avevano detto del loro Salvatore
e Maestro".
La narrazione della vita di Gesù viene così elaborata
in modo fantastico sotto l' influenza della tradizione orientale
ed ellenistica che ha ispirato la letteratura popolare di tutti
tempi, l' arte figurativa cristiana, la favolistica medievale
e rivive tuttoggi nella tradizione del Presepio.
Gli estratti degli Aprocrifi proposti nello spettacolo mostrano
quindi una narrazione in cui i personaggi della Natività
si riappropriano del proprio lato umano con dubbi, angosce e
paure, ma anche una grande scena nella quale chiunque può
trovare un momento di partecipazione personale.
Questo concerto, oltre a proporre brani di musica antica non
diffusamente eseguiti, si presenta come occasione di rilettura
di alcuni canti appartenenti al patrimonio collettivo della cosiddetta
"musica natalizia" più tradizionale.
Il Pergaminho Vindel
Il
progetto sulle Cantigas de Amigo nasce nel 2007 ed è
giunto a compimento nella primavera del 2009, con la sua prima
rappresentazione in teatro. Queste straordinarie canzoni del
medioevo galiziano sarebbero rimaste dimenticate per sempre se,
nel 1914, un bibliotecario non avesse svolto casualmente un pezzo
di pergamena che rivestiva un manoscritto trecentesco di Cicerone,
trovandovi al suo interno un codice ancora più antico,
in cui erano contenute le sette brevi Cantigas de Amigo. VAI
ALLA PAGINA SPECIFICA.
Il Baldus Padano, Teofilo
Folengo
Lo
spettacolo prevede la lettura di alcuni esilaranti episodi del
Baldus tratti dall' edizione curata da Teresa Tonna su traduzione
del padre Giuseppe, insigne latinista di adozione bresciana,
accompagnate da musiche popolari del tempo e comunque consone
alla narrazione.VAI ALLA PAGINA SPEFIFICA
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