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La GHIRONDA
 
Definita anche come violino meccanico, utilizza una ruota in legno azionata da una manovella sulla quale viene collocata della pece per eccitare la vibrazione delle corde, di solito in budello o nylon, mentre le note della melodia vengono eseguite tramite una tastiera munita di tangenti.

Usualmente sono presenti altre corde con funzione di bordone da accompagnamento.

Lo strumento, con alterne fortune e differenti nomi e fogge, è stato diffuso in tutta Europa dalla Penisola Iberica all'Ucraìna e alla Norvegia almeno fino al XIX secolo.

Il primo utilizzo di questo strumento, intorno all'anno mille, fu legato all'accompagnamento delle funzioni religiose cristiane, preferito all'organo a canne di origine pagana (hydraulos): si trattava di un ingombrante strumento da suonarsi in due persone, una per la manovella e l'altra per la tastiera, chiamato allora "organistrum" e documentato nei bassorilievi del XI, XII secolo delle cattedrali di Santiago de Compostela, Burgos o in un mosaico più tardo (XIII sec.) rinvenuto a Vercelli.
  
Venne poi realizzato in forma più ridotta (symphònia) per una persona e poi, soppiantato dal liuto e da altri strumenti, relegato al ruolo di accompagnamento per la musica popolare, come si vede nei quadri di Brueghel o nelle opere di Bosh dove assieme alla cornamusa si inserisce di solito in scene a contenuto infernale o comunque grottesco.

La ghironda recupera dignità durante il '600 trasformandosi sull'onda delle passioni arcadiche e bucoliche e soprattutto in Francia, in strumento alla moda presso la classe nobiliare ( ancora una volta affiancata da una cornamusa, la "musette de Cort"). E' in questo periodo che gli strumenti francesi, di ispirazione barocca, caratterizzati dal cavigliere scolpito e dalle decorazioni ad intarsio sulla tavola, divengono modello per tutta la produzione dell'Europa centrale. Con il XIX secolo la ghironda ritorna ad essere strumento popolare, rimanendo in uso sostanzialmente in Francia e nelle zone confinanti (Pirenei, Alpi orientali).

Tramite la tecnica dei colpi di manovella che sollecitano la corda della trompette, è possibile dare vita a suoni ritmici che accompagnano il canto. Un abile esecutore riesce a dare anche quattro colpi in un giro di manovella, creando, in questo modo, un complesso accompagnamento ritmico.
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