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Il VIOLINO DI HARDANGER
 
Strumento ad arco diffuso nel territorio circostante il fiordo di Hardanger nel sud-ovest della Norvegia derivante forse dalla viola d'amore oppure da un'autonoma trasformazione del violino italiano, si caratterizza per la presenza di corde di risonanza (attualmente 4 o 5) passanti sotto la tastiera.

Il più antico strumento conosciuto, risalente al 1660 circa, presenta già elementi di forte differenziazione rispetto ai probabili strumenti di ispirazione e infatti risaltano la forma allungata, il taglio dei fori e i caratteristici elementi decorativi (intaglio del cavigliere, intarsio di tastiera e cordiera, decorazione a china della cassa, due corde di risonanza).

Solo dopo la seconda metà dell'800 il violino di Hardanger assume in forma definitiva come profilo della cassa, ma non per gli spessori dei legni e per le rifiniture complessive, il modello del violino Guarneri, mentre non sono rari in questo periodo di transizione strumenti realizzati modificando violini esistenti con la sostituzione del manico e della tastiera.

Lo strumento, suonato solamente "in prima posizione" cioè utilizzando solo le note ottenibili tenendo la mano vicino al capotasto, utilizza le corde più basse come bordone di accompagnamento per cadenzare le musiche da ballo. Verso la metà del XIX secolo, sotto l'influsso di motivi di carattere religioso, parecchi violini di Hardanger vennero distrutti o bruciati per la salvezza dell'anima.
Era credenza, come testimoniano anche alcune iconografie già dal '700, che lo strumento, legato al mondo della danza e a manifestazioni di festa di probabile origine pagana, fosse in qualche modo frutto dell'opera del diavolo.
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