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La MUSA DELLE QUATTRO PROVINCE
 
La müsa delle quattro province o müsa appenninica, è uno strumento musicale della famiglia delle cornamuse, ad ancia doppia con bordone ad ancia semplice, solitamente intonata in do con la sensibile si.
Venne utilizzata fino agli anni trenta del secolo scorso, prima di essere soppiantata dalla fisarmonica, come strumento di accompagnamento del piffero, per le musiche delle "quattro province" che costituiscono l' area culturale formata dalle valli montane delle province di Pavia, Alessandria, Genova e Piacenza. In particolare lo strumento aveva la sua massima diffusione nella provincia di Piacenza (val Trebbia, val Tidone, val Luretta, val Boreca), mentre nelle valli ad est, dalla val Nure fino alla provincia di Parma, si usava la piva emiliana.

Storicamente zona di transito per commercianti, eserciti, pellegrini e viaggiatori, vi passavano antiche percorrenze come la Via Postumia (tracciata da Aulo Postumio Albino nel 148 a.C.) che collegava Genova ad Aquileia; la Via Francigena, che durante il Medioevo portava i pellegrini dalla Francia a Roma, passando per Bobbio, e da qui a Gerusalemme; la Via del Sale attraverso la quale transitava, verso la Pianura Padana, il sale proveniente dalla Liguria e dalle saline di acqua salsa delle terme di Bobbio.

Lo strumento

La müsa è composta da una canna con fori detta chanter che esegue la melodia, una canna di bordone che emette un unico suono e da un insufflatore. Tutte e tre sono inserite in un otre di pelle che costituisce il serbatoio dell'aria e che viene premuto con il gomito tanto da azionare l ance.
Il chanter, ad ancia doppia, è costruito in un unico pezzo di legno, lavorato al tornio, con sette fori (quindi mancante del foro per il pollice sul retro; la nota che manca si ottiene ottavizzando lo strumento) per le dita nella sua parte anteriore, il foro per il mignolo è spesso doppio per permettere l' uso dello strumento sia a destri che a mancini. (quello non utilizzato viene tappato con cera). Possiede altri fori chiusi che servono per l' intonazione.
Il bordone, canna ad ancia semplice, costituita da due pezzi lavorati al tornio; all'estremità ha dei fori di intonazione che vengono tenuti aperti o chiusi con la cera per modificare l' intonazione. Il bordone è intonato in sol (tonica) o re (dominante), e questa possibilità di scelta della tonalità costituisce un caso unico nel panorama delle cornamuse europee: solo una svedese, detta säckpipa, anch'essa attualmente in disuso, possiede un bordone con fori per modificare l' altezza del suono e quindi la tonalità dello strumento.Il bordone viene tenuto appoggiato all' avambraccio, a differenza della piva emiliana che avendo due bordoni appoggia il bordone maggiore sulla spalla e quello minore sull' avambraccio.

La baga è in pelle conciata, tradizionalmente di capretto, cucita nella parte posteriore e si utilizzano le aperture di collo e zampe anteriori per l' inserimento delle canne.

La storia

La müsa dava il nome alla coppia di musicisti tipica delle quattro province i Müsetta, che suonavano originariamente piffero e müsa, poi sostituiti da piffero e fisarmonica. Questa tipica formazione ha dato vita ad un corpus di danze delle quattro province, diffuse in modo omogeneo sull'area interessata ed arrivate a noi, oggi, grazie al particolare isolamento geografico delle alte vallate. Nel corso degli anni ed in tutto l'arco alpino ed appenninico, la fisarmonica è andata soppiantando la cornamusa per evidenti motivi pratici: ha una maggiore polifonicità, suona in qualsiasi tonalità e, soprattutto, non ha tutti i i problemi di manutenzione dello strumento e di intonazione tipici dello strumento che è molto sensibile all' umidità, alle variazioni di temperatura e di umidità derivante dall' uso prolungato.
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